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| storia dei santi cosma e damiano |
Cosma e Damiano, fratelli arabi, nacquero nella città di Egea. Medici di gran fama, sotto l'impero di Diocleziano e Massimiano, curavano malattie anche inguaribili non più in forza della loro scienza medica, che per virtù di Cristo. Ma il prefetto Lisia , venuto a conoscenza della loro religione, li fa condurre alla sua presenza, e li interroga sul loro tenore di vita e sulla religione da essi professata.
Poiché affermavano senza paura di essere cristiani, e che la religione cristiana è necessaria per ottenere l'eterna salvezza, impone loro di far atto di culto agli dei; e, se rifiutano di farlo, minaccia loro i tormenti e una morte delle più crudeli.
Come però s'avvede che le sue parole non ottengono alcun frutto: "Legate loro - ordina (ai suoi satelliti) - mani e piedi, e provateli con le più penose torture". E benché costoro eseguitassero l'ordine avuto, Cosma e Damiano restavano saldi nel loro proposito. Perciò, così com'erano legati, vengono gettati (per ordine dello stesso tiranno) nel profondo del mare; ma ne escono illesi con i legami sciolti. Il Prefetto, attribuendo il miracolo avvenuto ad arti magiche, li chiude in carcere, e il giorno dopo, tiratili fuori, li fa gettare su un rogo ardente, dove però la fiamma si mantenne discosta da loro. Il Prefetto, infine, dopo aver fatto subire loro varie e crudeli torture, diede ordine che fossero percossi di scure. Confessando così essi Gesù Cristo, ottennero la palma del martirio.
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| maria ss. di porto salvo |
Si può stabilire una data per indicare da quando si venera la Madonna di Porto Salvo? É difficile dirlo. Da quando l’uomo ha avuto un rapporto con il mare, Ella è stata vicina a lui nei momenti di tranquillità ed in quelli di paura. Non è solo la "Madonna" dei marinai, è la "Madonna" di tutti coloro che per svago o per professione solcano il mare. La sua venerazione viene spontanea per colui che sul mare vive e lavora; e se nel 1624 i gaetani chiesero l’edificazione di una chiesa per poter venerare anche a terra la "Madonna di Porto Salvo" ciò non può che rafforzare una verità: i gaetani tutti amano e venerano Maria Santissima.
Il coinvolgimento del popolo nella sua venerazione è chiaro e lo dimostra il giorno della sua festività: i gaetani presenti in città o lontani per lavoro, Le dedicano il proprio pensiero esteriore o intimo. In molte parti del mondo si festeggia la "Madonna Nostra" ma chi ha, in quel luogo cominciato a festeggiarla? Certamente colui che non più certo di tornare nella sua città natale, ne sente o ne ha sentito la mancanza e con il suo animo pieno di gratitudine verso di "Lei", ha voluto esternare questo suo grande amore e lo ha partecipato ad altri, formando così un gruppo di venerazione che ha poi anche trasformato in festività: questo spirito li ha animati. Tanti studiosi, tanti personaggi, ma principalmente tanti marinai con le loro famiglie, hanno avuto la spinta interiore per pensare a "Lei". Lo hanno esternato con i loro studi, le loro ricerche ma molto più con i loro pensieri, con le loro richieste di aiuto in momenti difficili della vita quotidiana o in momenti di paura per le vicissitudini di pericolo in mare.
Noi marinai di Gaeta, amiamola e veneriamola ancora di più, perché la nostra presenza oggi è stata possibile forse per un aiuto dato da “Lei” ad un nostro progenitore.
"Lei" non ti chiama, ti attende paziente e bonaria come sempre per proteggerti sotto quel Suo manto ed offrirti tranquillità interiore.
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